L’Italia dei giornali
Leggere un giornale italiano e’ spesso una esperienza mortificante… politici corrotti e fedifraghi, la morte sbattuta in prima pagina… L’idea che si ha e’ di un degrado culturale e di valori. Per non parlare delle statistiche sull’istruzione, informazione, organizzazione economica ecc. li’ siamo sempre inclusi tra i paesi del terzo mondo.
Ora, parlando con un mio collega danese appena tornato da una vacanza a Roma gli chiedevo che cosa avesse visitato, in che posti fosse andato …
Mi ha meravigliato la sua risposta. Diceva che non aveva aveva avuto tempo per visitare musei e monumenti perche’ era preso dai ristoranti. Continuava a dire che il cibo era buonissimo, la gente socievole e ospitale. Allora pensavo forse alla fine qualcosa di buono la sappiamo ancora fare. In fondo l’Italia non e’ solo quella che traspare dai giornali e dai vari ranking.
Promuovere un’immagine mediatica positiva di ingegneri e scienziati
Cosa ?!?!
Non immaginavo che la classe di professionisti a cui io appartengo avesse una immagine cosi’ negativa.
Dopo aver ricevute più di 150.000 proposte il concorso “Progetto 10^100” promosso da Google è terminato e stanno per essere comunicati i vincitori. Nella lista delle 16 migliori idee su ben 150.000 ce ne una che ha come obiettivo quella di promuovere un’immagine mediatica positiva di ingegneri e scienziati.
Turismo in Danimarca
Diciamo la verita’ , la Danimarca non e’ certo famosa per il turismo. Sicuramente in Italia si possono visitare bellezze architettoniche piu’ belle.
Quello che colpisce qui venendo da turista e’ la semplicita’ e la serenita’ della gente e dell’architettura, l’orgazzazione e la pulizia degli spazi publici, un certo benessere diffuso, i parchi eolici in mare aperto, mamme giovanissime con “cucciolata” di figli in giro per la citta’…
Negli ultime settimane mi e’ capitato di visitare Skagen, punta nord estrema della Danimarca dove due mari si incontrano. Quando arrivi a Skagen arrivi nel deserto danese e trovi una gran luce… L’orizzonte e’ basso, tutto sabbia bianca a perdita d’occhio, le dune si confondono col mare in tutte le direzioni , il cielo illumina la terra di una luce più intensa e chiara grazie hai riflessi dell’acqua ed al chiarore della sabbia, insomma, una meraviglia…

Ma quello che non capisco e’ come sia venuto in mente all’agenzia che gestisce il sito Visitdenmark.com di mettere on line un video di una ragazza danese alla ricerca del padre proprio figlio. Lei confessa che è rimasta incinta in un incontro passionale in Danimarca, e non sa / non ricorda come si chiami il padre nè come fare a rintracciarlo. Tutti hanno creduto che fosse vero, ma in realta’ si tratta solamente di uno spot pubblicitario per promuovere il turismo. Quello che mi chiedo e’ come si fa a essere cosi’ pervertiti ? veramente questa agenzia pensava di attrarre turisti dando questa immagina del loro paese (tra l’altro errata)?
la vita va avanti …
Le foto su questo bellissimo sito sono state fatte ad un anno dall’uragano in Texas . E’ impressionante che cosa sia in grado di fare in cosi’ poco tempo la mano dell’uomo…

Quaranta consigli di scrittura di Umberto Eco
Ho trovato sul sito del Mestiere di scrivere un intervento di Umberto Eco che mette in parodia i consigli delle scuole di scrittura. Una delizia. Leggete!
1. Evita le allitterazioni, anche se allettano gli allocchi.
2. Non è che il congiuntivo va evitato, anzi, che lo si usa quando necessario.
3. Evita le frasi fatte: è minestra riscaldata.
4. Esprimiti siccome ti nutri.
5. Non usare sigle commerciali & abbreviazioni etc.
6. Ricorda (sempre) che la parentesi (anche quando pare indispensabile) interrompe il filo del discorso.
7. Stai attento a non fare… indigestione di puntini di sospensione.
8. Usa meno virgolette possibili: non è “fine”.
9. Non generalizzare mai.
10.Le parole straniere non fanno affatto bon ton.
11.Sii avaro di citazioni. Diceva giustamente Emerson: “Odio le citazioni. Dimmi solo quello che sai tu.”
12.I paragoni sono come le frasi fatte.
13.Non essere ridondante; non ripetere due volte la stessa cosa; ripetere è superfluo (per ridondanza s’intende la spiegazione inutile di qualcosa che il lettore ha già capito).
14.Solo gli stronzi usano parole volgari.
15.Sii sempre più o meno specifico.
16.L’iperbole è la più straordinaria delle tecniche espressive.
17.Non fare frasi di una sola parola. Eliminale.
18.Guardati dalle metafore troppo ardite: sono piume sulle scaglie di un serpente.
19.Metti, le virgole, al posto giusto.
20.Distingui tra la funzione del punto e virgola e quella dei due punti: anche se non è facile.
21.Se non trovi l’espressione italiana adatta non ricorrere mai all’espressione dialettale: peso e! tacòn del buso.
22.Non usare metafore incongruenti anche se ti paiono “cantare”: sono come un cigno che deraglia.
23.C’è davvero bisogno di domande retoriche?
24.Sii conciso, cerca di condensare i tuoi pensieri nel minor numero di parole possibile, evitando frasi lunghe — o spezzate da incisi che inevitabilmente confondono il lettore poco attento — affinché il tuo discorso non contribuisca a quell’inquinamento dell’informazione che è certamente (specie quando inutilmente farcito di precisazioni inutili, o almeno non indispensabili) una delle tragedie di questo nostro tempo dominato dal potere dei media.
25.Gli accenti non debbono essere nè scorretti nè inutili, perchè chi lo fà sbaglia.
26.Non si apostrofa un’articolo indeterminativo prima del sostantivo maschile.
27.Non essere enfatico! Sii parco con gli esclamativi!
28.Neppure i peggiori fans dei barbarismi pluralizzano i termini stranieri.
29.Scrivi in modo esatto i nomi stranieri, come Beaudelaire, Roosewelt, Niezsche, e simili.
30.Nomina direttamente autori e personaggi di cui parli, senza perifrasi. Così faceva il maggior scrittore lombardo del XIX secolo, l’autore del 5 maggio.
31.All’inizio del discorso usa la captatio benevolentiae, per ingraziarti il lettore (ma forse siete così stupidi da non capire neppure quello che vi sto dicendo).
32.Cura puntiliosamente l’ortograffia.
33.Inutile dirti quanto sono stucchevoli le preterizioni.
34.Non andare troppo sovente a capo. Almeno, non quando non serve.
35.Non usare mai il plurale majestatis. Siamo convinti che faccia una pessima impressione.
36.Non confondere la causa con l’effetto: saresti in errore e dunque avresti sbagliato.
37.Non costruire frasi in cui la conclusione non segua logicamente dalle premesse: se tutti facessero così, allora le premesse conseguirebbero dalle conclusioni.
38.Non indulgere ad arcaismi, apax legomena o altri lessemi inusitati, nonché deep structures rizomatiche che, per quanto ti appaiano come altrettante epifanie della differanza grammatologica e inviti alla deriva decostruttiva – ma peggio ancora sarebbe se risultassero eccepibili allo scrutinio di chi legga con acribia ecdotica – eccedano comunque le competente cognitive del destinatario.
39.Non devi essere prolisso, ma neppure devi dire meno di quello che.
40. Una frase compiuta deve avere.
Il test della candela
I video su TED sono una delle cose per cui vale la pena spendere un quarto d’ora di tempo. Come lo slogan del sito dice ” Ideas worth spreading “‘ si tratta di brevi presentazioni di un quarto d’ora circa di grandi pensatori del nostro tempo su argomenti a loro a cuore.
Dan Pink racconta in uno dei video alcune verità sui meccanismi motivazionali patendo dall’esempio del “test della candela” con il quale si scopre che se si incentiva economicamente qualcuno per risolvere un problema che richiede creatività si ottiene un risultato peggiore di quello che si otterrebbe senza incentivi.
Questo fatto è provato e riprovato scientificamente eppure non viene applicato nei nostri modelli economici e di business. In realtà ci sono alcune aziende che lo hanno capito e guarda caso sono sempre le stesse (ad esempio il solito Google) e sono quelle che stanno facendo le cose più innovative e rivoluzionarie.
Guarda caso, anche la logica della Transizione si basa su questo: autoorganizzazione e motivazione intrinseca producono soluzioni creative, soddisfazione e impegno all’interno delle comunità.
Verso Minervino-Murge
Prima di tornare in DK mi e’ capitato di percorrere la strada che va dal SS.Salvatore (Andria) verso Minervino Murge. Lungo questo percorso si possono vedere i tipici paesaggi murgiani ancora rimasti intatti e autentici , le masserie, le sconfinate distese di terra pietrosa e erba arsa dal sole, i rifugi (iazzi) delle pecore che durante la transumanza venivano dall’Abruzzo a “Svernare”. Da poco tempo si possono vedere anche pale eoliche. Dopo chilometri di desolazione si arriva a Minervino - Murge , paese arroccato su gradino calcare che si affaccia sul bacino dell’Ofanto. Girando per la citta’ sembra di finti in un posto di cento anni fa’…
Altre foto sono sul mio account Flickr qui e qui.

L’attenzione per l’ambiente in Danimarca sale alle stelle
L’attenzione danese per l’ambiente rischia di sconfinare nell’eccesso, rivela l’Economist, raccontando un progetto per ricavare energia dai crematori. L’idea, avanzata da una quindicina di crematori, e’ stata approvata dal Consiglio Etico danese, che riunisce scienziati, sacerdoti e filosofi. Praticamente vorrebbero utilizzare il calore prodotto dalla cremazione delle salme per ricaldare le case attraverso il sistema di riscaldamento centralizzato.
La prossima volta che tocco il termosifone in Danimarca pensero’ , questo calore proviene da un povero defunto Danese…



